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Sfide globali risposte su misura

Cambiamento climatico

Ridurre il riscaldamento terrestre è una sfida globale. Esso provoca oggi cambiamenti all’ambiente che influenzeranno notevolmente la nostra società negli anni a venire. Yara ha identificato i cambiamenti climatici come uno dei quattro temi principali per la sua attività, nonché per la nostra società. Yara è fortemente consapevole che deve contrastare i cambiamenti climatici attraverso le proprie politiche industriali, condividendo la propria conoscenza e  sfruttando la posizione globale raggiunta.

Cambiamento climatico

L’aumento delle temperature globali è una forte minaccia allo sviluppo sostenibile in tutto il mondo. Il clima riguarda ogni aspetto della vita, minacciando gli equilibri ecologici, lo sviluppo economico, l’alimentazione, la sicurezza e il benessere collettivo. Sono necessari sforzi coordinati in tutto il mondo affinché si possa ridurre il fenomeno del riscaldamento globale e i suoi effetti, tramite nuove fonti energetiche e lo sviluppo tecnologico.

Problematica e Conseguenze

Il cambiamento climatico può far parte di un processo naturale, ma il riscaldamento globale che si sta verificando è ormai considerato come l’effetto dell’attività economica umana dell’industria, agricoltura, produzione di energia e trasporti. Tutto questo è alimentato dalla crescita demografica e dal consumo crescente di un’industria in sviluppo, che si traduce in emissioni di gas serra (GHG) originati principalmente dall’utilizzo di combustibili fossili. Anche l’espansione agricola, con la deforestazione in cerca di terreni coltivabili, contribuisce a tale processo. Nonostante la ricerca di fonti energetiche rinnovabili, la domanda d’uso di petrolio, gas e carbone rimane in continua crescita. I combustibili fossili restano così le principali fonti energetiche, ma rimane una priorità quella di proseguire con la ricerca e la gestione di nuove tecnologie per ridurre le emissioni in tutti i settori, in particolar modo in quello industriale e agricolo.

L’aumento delle temperatura potrebbe compromettere la produzione agricola, abbassando la capacità dei paesi più poveri di garantire approvvigionamenti alimentari. L’aumento dei livelli del mare potrebbe portare milioni di persone ad emigrare e diverse terre coltivabili sarebbero sommerse. La fusione dei ghiacciai potrebbe ridurre i flussi d’acqua verso le terre maggiormente popolate danneggiando le produzioni agricole e i redditi nazionali. Il riscaldamento globale non controllato minaccia l’ambiente, il mondo economico, la stabilità politica e la società in generale, inoltre potrebbe portare un profondo impatto sull’equilibrio ecologico, sulla biodiversità, sulla sicurezza alimentare, le aree urbane, la crescita economica e la sicurezza energetica

L’Organizzazione dell’Alimentazione e dell’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), ha dichiarato che “il riscaldamento globale potrebbe diventare una grave minaccia per la sicurezza alimentare mondiale, generando un forte impatto sulla produzione, accesso e distribuzione di cibo.” I Paesi in via di sviluppo che dipendono dall’agricoltura affronteranno il rischio più grave le popolazioni più povere ne risentirebbero maggiormente. La regione Sub-sahariana è considerata la più esposta e vulnerabile al cambiamento climatico e con la minor sicurezza alimentare.

Yara e il clima

Il settore industriale, comprese le aziende di fertilizzanti e Yara, hanno un ruolo importante da svolgere per il cambiamento climatico e dispongono del potenziale per far la differenza. Lo stesso vale per tutto il mondo che ruota intorno a Yara, specialmente il mondo degli agricoltori. La produzione di fertilizzanti minerali richiede grossi consumi di energia, derivata soprattutto da gas naturali. Allo stesso tempo, l’agricoltura moderna - indipendentemente dall’uso di fertilizzanti minerali – di per se consuma molta energia e contribuisce notevolmente al riscaldamento globale ma con il potenziale per arginare gli sviluppi negativi.

Stando ai dati del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), il settore di produzione di energia sarebbe responsabile del 25,9% delle emissioni globali di GHG, l’industria per il 19,4%, l’agricoltura 13,5% e la selvicoltura 17,4%. La sola produzione di fertilizzanti utilizza l’1,2% dell’energia mondiale ed è responsabile per circa l’1,2% delle emissioni globali di GHG, per un totale di 500 milioni di tonnellate all’anno.

L’agricoltura e Yara stessa, sono quindi tra i principali produttori di GHG. La produzione agricola richiede elevati consumi energetici, contribuendo significativamente alle emissioni di tre principali gas GHG: anidride carbonica CO2, metano CH4 e protossido di azoto N2O. Queste possono essere ridotte attraverso una gestione attenta dei sistemi colturali, la gestione dei suoli agricoli e il ripristino dei terreni degradati. Si prevede un aumento annuale delle emissioni GHG di origine agricola a causa di una crescente domanda di cibo e dei cambiamenti nell’alimentazione. Tuttavia, migliori prassi gestionali, con miglioramenti della produttività e l’uso di tecnologie innovative possono permettere una riduzione delle emissioni per unità alimentare o proteina prodotta. Secondo la FAO le emissioni agricole di N2O sono proiettate ad aumentare del 35-60% fino al 2030 a causa di un maggiore uso di fertilizzanti e delle deiezioni animali.

 Operando in un settore ad alta richiesta energetica, Yara ha recepito la necessità di assumere un ruolo guida nell’affrontare la sfida climatica. Sfruttando la sua portata mondiale , guida l’industria verso lo sviluppo del business sostenibile, imposta processi produttivi standard e i sistemi applicativi mantenendo una posizione di leadership. L’agricoltura moderna per essere efficiente richiede molte conoscenze agronomiche. I servizi di consulenza per le piante di Yara sono affidate ad un team di agronomi che creano programmi nutrizionali specifici per ogni coltura. Ciò è supportato da sistemi come N-Tester, N-Sensor e i Manuali Yara, pensati appositamente per guidare l’agricoltore per razionalizzare le sue scelte. Tradizionalmente, gli sforzi di Yara sono destinati a massimizzare il rendimento e  a ridurre al minimo l’impatto ecologico; ora Yara suggerisce anche ai coltivatori come ridurre le loro emissioni di gas GHG gestendo la concimazione. Concimi a base di nitrati e fertilizzanti complessi perderanno poco azoto nel suolo, mentre fertilizzanti a base di nitrato di calcio non avranno emissioni di ammoniaca. Yara ha un’ampia esperienza industriale legata alla produzione di ammoniaca e ha implementato soluzioni di “Buona Pratica” per quanto riguarda l’efficienza e la riduzione delle emissioni, compreso il proprio catalizzatore di protossido d’azoto.

Attraverso il suo Core Business, Yara può contribuire per affrontare la sfida del cambiamento climatico globale. È una grande azienda che può offrire esperienza nel settore della produzione di concimi minerali, continuare lo sviluppo di tecnologie di riduzione delle emissioni, ridurre le proprie emissioni e offrire l’esperienza agronomica nell’applicazione dei fertilizzanti, ottenendo rendimenti ottimali nell’ambito di un’agricoltura. 
 

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