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Fabbisogno nutrizionale

Per una corretta concimazione della vite da vino, non si può prescindere dalla conoscenza delle asportazioni e delle esigenze nutrizionali della coltura durante le sue varie fasi di crescita.

L’azoto nella vite viene generalmente somministrato il prima possibile in primavera, oppure già in post-raccolta, appena prima che della senescenza delle foglie, per garantire l’accumulo di sostanze di riserva, in particolare di arginina, che garantisce poi una maggiore resistenza agli stress da freddo ed una fioritura più omogenea.

In alternativa si può optare per una somministrazione frazionata da effettuarsi nelle epoche sopra menzionate. Adottando tale pratica di fertilizzazione l’azoto è reso disponibile in un periodo nel quale altrimenti le riserve del terreno sarebbero insufficienti per sopperire alle esigenze di crescita della pianta nella prima parte della stagione. Si può somministrare l’azoto per via fogliare dopo la fioritura in caso di ulteriore necessità di questo elemento durante la crescita.

Le esigenze di fosforo della vite sono piuttosto contenute se paragonate a quelle degli altri elementi. L’assimilazione presenta due periodi di picco, il primo nella prima parte del periodo di fioritura ed il secondo dopo l’invaiatura. E’ particolarmente importante per lo sviluppo delle radici.

Nei casi in cui il fosforo sia carente nel suolo, la fertilizzazione fosfatica aumenta il numero degli acini per grappolo e la resa colturale.

Il potassio è importante per lo sviluppo di frutti di buona pezzatura e per la resa della coltura. In genere quest’elemento è richiesto in quantità maggiori rispetto all’azoto e spesso viene somministrato con la medesima tempistica dell’azoto. Le asportazioni di potassio con l’uva sono maggiori di quelle della maggior parte degli altri elementi. In condizioni ambientali secche e anche durante i mesi estivi il potassio può non essere disponibile con facilità per la vite. Per questo motivo le applicazioni fogliari, in particolare quelle fatte all’invaiatura, possono rendersi necessarie nei casi di bassi livelli di potassio del suolo.

L’azoto ed il potassio sono essenziali per la crescita di piante sane e per conseguire buone produzioni. La massima richiesta di questi elementi si ha alla fioritura, ma sia l’azoto che il potassio sono richiesti per favorire la schiusura delle gemme e la crescita delle foglie e, in una fase più avanzata della stagione, durante l’accrescimento degli acini.

Il calcio è richiesto in quantità relativamente elevate. In molte situazioni quest’elemento assume importanza pari, se non superiore, all’azoto (vedi tabella delle asportazioni). Quasi il 40% del calcio assimilato viene impiegato dalla pianta per la crescita delle foglie e dei tralci e quest’assimilazione si verifica prevalentemente tra il momento dell’emergenza delle foglie e l’allegagione. Le applicazioni precoci di nitrato di calcio possono fornire tutti e due questi elementi essenziali. 

La carenza di magnesio può provocare il distacco di frutti prematuri già nel periodo antecedente la vendemmia, però i trattamenti fogliari possono correggere le carenze che si verificano durante la stagione. Una scarsa resa può anche essere dovuta ad uno squilibrato rapporto K:Mg.Il magnesio applicato direttamente al suolorappresenta la migliore strategia a lungo termine per assicurare la costante disponibilità di questo elemento

MICRONUTRIENTI

Anche se sono necessarie quantità di micronutrienti molto basse per soddisfare i fabbisogni produttivi della vite da vino, è essenziale anche un corretto rapporto di tali elementi nella nutrizione della pianta, in special modo per i vigneti ad alta produzione.

Il ferro e lo zinco sono assorbiti in quantità superiore a tutti gli altri microelementi. Una carenza di ferro riduce la crescita delle foglie e per conseguenza le dimensioni degli acini e la resa colturale. Le carenze di zinco possono essere un problema serio in quanto determinano una limitata allegagione e lo sviluppo di germogli striminziti con foglie piccole e deformi. Le applicazioni per via fogliare o con la fertirrigazione aiutano a tenere sotto controllo carenze di micronutrienti che si verificano durante la stagione colturale, poiché permettono di correggere i problemi con rapidità.

L’applicazione al suolo di manganese e di zinco può risultare poco efficace, dato che questi elementi vengono complessati nel suolo e possono essere assimilati con maggiore lentezza dalla pianta. I micronutrienti da applicare con la fertirrigazione dovrebbero essere sotto forma di chelati, poiché questa è la forma più prontamente disponibile per le piante.

Nutrizione Bilanciata

Sebbene vi sia ancora incertezza sulle esatte esigenze dei vari nutrienti, non esistono incertezze sull’importanza e sui corretti rapporti tra tutti i macro- ed i micro-elementi della nutrizione. Un esempio in tal senso si può fare per il rapporti tra potassio ed magnesio. Se uno dei due è presente inquantità non ben proporzionata rispetto all’altro ne risentono sia la resa che la qualità del vino.

Analisi del suolo e dei tessuti fogliari

Prima di formulare un piano di concimazione, si dovrebbero sempre effettuare le analisi del suolo per determinare il pH del suolo, il suo contenuto di sostanza organica e la sua capacità di scambio cationico (CSC), e con ciò indicare la sua disponibilità di nutrienti e anche la sua capacità di ritenzione degli elementi nutritivi che sono tipiche di ogni terreno.

Queste analisi sono utilizzate per valutare i livelli di potassio e di fosforo nel suolo e anche per fornire un’indicazione circa i possibili squilibri tra i cationi, ad esempio nei rapporti K:Ca:Mg.

Le analisi del terreno non danno però indicazioni precise riguardo alle esigenze di azoto. Le analisi dei tessuti della pianta forniscono un quadro più accurato dello stato nutrizionale effettivo ed istantaneo della vite (vedi tabella sotto). Quest’analisi può anche mettere in evidenza carenze nascoste i cui sintomi non siano ancora visibili sulla pianta ed inoltre permette di determinare con accuratezza l’effettivo rapporto tra gli elementi nutrizionali richiesti dalla pianta

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